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“ADHD e genitori: come ridurre i motivi di conflitto”: il video-confronto con AIFA Odv

“ADHD e genitori: come ridurre i motivi di conflitto” è il titolo del video realizzato da AIFA Odv, Associazione Italiana Famiglie ADHD, in collaborazione con il poliambulatorio Punto Salute, un progetto della cooperativa sociale Azalea, e con il patrocinio di AIDAI Veneto.

Il video propone una riflessione sulle possibili tensioni nelle famiglie durante la situazione di confinamento dei mesi scorsi, suggerendo anche strategie e modalità per supportare i genitori nel tentativo di prevenire i conflitti migliorando la relazione con i figli.

Le relatrici: Margherita Brunetto, Psicologa iscritta AIDAI, AIRIPA, specializzata in Psicopatologia dell’Apprendimento. Stefania Danzi, Referente AIFA Odv per la provincia di Verona e regione Veneto.

 

DSA e riabilitazione a distanza? Si può fare

Gli studenti con DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento) presentano importanti difficoltà nell’acquisizione di lettura (dislessia), scrittura (disortografia, disgrafia) o calcolo (discalculia). Una persona con DSA fatica nell’automatizzare una certa competenza. Ad esempio, un bambino dislessico fatica ad automatizzare il processo di lettura. Un processo che si dice automatizzato non richiede particolare sforzo, volontà, fatica, risorse cognitive; una competenza automatizzata può essere, nel caso di un guidatore esperto, la guida dell’automobile. Uno studente di scuola-guida al contrario non ha ancora automatizzato la capacità di guidare, quindi sarà più lento nello svolgere i movimenti della guida (cambiare marcia, parcheggiare), avrà bisogno di monitorare ogni mossa, focalizzare tutte le sue energie attentive sulla guida, e probabilmente al termine si sentirà anche piuttosto affaticato. Possiamo paragonare lo studente dislessico ad uno studente perenne di scuola-guida, e i normo-lettori ai guidatori esperti. Il dislessico legge, ma questa attività porta normalmente ad un dispendio di risorse attentive maggiori, lentezza, affaticamento, e spesso, di conseguenza, a demotivazione verso questa attività e quelle che si basano sulla lettura (ad esempio lo studio o la comprensione di un testo).

Le capacità deficitarie nei DSA possono migliorare attraverso il trattamento specialistico. Il trattamento si pone l’obiettivo di migliorare l’abilità carente più di quanto avverrebbe senza alcun intervento; in altre parole, quello che ci si aspetta dal potenziamento è che l’abilità (ad esempio la lettura) migliori (in correttezza e in velocità) più di quanto avverrebbe con l’evoluzione spontanea. Il trattamento viene effettuato da personale specializzato, è personalizzato in base alle caratteristiche dello studente, ha una durata circoscritta nel tempo, in modo da consentire di monitorare l’evoluzione dell’abilità stessa.

Da tempo la tele-riabilitazione viene impiegata da molti operatori come strumento utile da affiancare agli incontri in presenza, efficace nel trattamento dei DSA. Attualmente, grazie alle tecnologie informatiche, è possibile intraprendere o proseguire il trattamento per DSA anche senza la necessità di incontrarsi di persona, ma attraverso incontri on line. La riabilitazione a distanza viene svolta mediante una varietà di strumenti che il professionista sceglie in base al caso specifico. I dispositivi di cui è necessario disporre sono normalmente presenti in ogni casa, anche perché sono quelli richiesti dalla didattica a distanza: un dispositivo digitale come pc o tablet, connessione dati, possibilità di svolgere videochiamate, ad esempio con Skype ,che ha molte funzionalità utili, o con Whatsapp.

I software di tele-riabilitazione consentono di monitorare l’andamento, la frequenza e la qualità delle esercitazioni del bambino quando si esercita, permettono di costruire e variare il livello e la tipologia di esercizi in base proprio ai progressi individuali.

I bambini e i ragazzi, anche quelli che hanno difficoltà attentive, riescono nella maggior parte dei casi a sostenere la consulenza a distanza, anche se spesso per un lasso di tempo inferiore rispetto all’incontro dal vivo. Probabilmente questo è un modo di comunicare a cui si sono già avvicinati e un modo di lavorare al quale si stanno sempre più abituando.

 

(Immagine da www.freepik.com)

Perchè scrivere una Lettera ai tempi del Coronavirus?

Ci sono bambini che faticano ad accedere ai propri stati d’animo, che tendono ad evitare di prendere contatto con le proprie emozioni spiacevoli, come la tristezza, la nostalgia, la solitudine. Scrivere una lettera può aiutarli.

In questo periodo di isolamento spesso cerchiamo di aiutare i bambini a mantenere i loro contatti sociali, con i compagni di scuola, delle attività sportive, con gli amici di quartiere, con i cuginetti. Cerchiamo di proporre le modalità che ci sembrano più vicine a quelle dell’interazione reale, che sono fra l’altro le modalità a cui anche noi ci siamo abituati, in prevalenza le videochiamate, i messaggi vocali o video.

Ci sono alcuni bambini, però, che rifiutano queste modalità, perché banalmente si imbarazzano o perché sono abituati ad interagire non come gli adulti, ma tramite il FARE ed il GIOCO.

La videochiamata, infatti, li obbliga di fatto ad un’interazione in buona parte dialogica. In alcuni bambini questo tipo di comunicazione viene visto come un compromesso non soddisfacente nel quale alla fin fine realizzano quanto sia grande il distacco, pensano a ciò che “manca”: vedere l’amico di persona, giocare, muoversi, fare concretamente qualcosa assieme. Alcuni bambini possono, quindi, evitare in questo periodo di comunicare con gli altri attraverso i dispositivi digitali, perché questo li fa sentire in realtà più soli, li costringe a pensare a ciò che a loro manca.

Cosa usare allora al posto della videochiamata o della telefonata? La vecchia e cara  lettera di carta, con tanto di busta. La lettera aiuta i bambini a mantenere il legame con gli amici e i compagni. Lo scambio epistolare consente la vicinanza, ma non è  eccessiva o invadente. La lettera consente di combinare l’appagamento che deriva dalla comunicazione. Inoltre, aiuta a creare una prospettiva, ad attendere, a creare il desiderio che deriva dall’attesa. È vero che la lettera cartacea fa perdere l’immediatezza dello scambio comunicativo a cui siamo abituati. Ma l’attesa della lettera di risposta, la preparazione della lettera successiva, il fascino della lettera scritta a mano proprio da quella persona, potranno aiutare un bambino a sentirsi meno solo e distante.

Concretamente i genitori, quando vanno al lavoro o a fare la spesa, possono fermarsi ad imbucarla direttamente nella cassetta del destinatario, o, nel caso di amici di quartiere, accompagnare per qualche metro fuori casa il bambino a imbucarla personalmente. La corrispondenza epistolare è forse un’esperienza che i nostri figli non avrebbero mai fatto.

 

(Immagine da www.freepik.com)

Covid19: Diamo un Diario ai bambini per aiutarli a capire il tempo che passa

Per quelli di noi (la maggior parte) che non escono di casa neanche per lavoro, le giornate scorrono quasi uguali le une alle altre, probabilmente ci dimentichiamo che giorno è, a che numero del mese siamo arrivati. È come se vivessimo un tempo sospeso, come se la nostra vita fosse in modalità “pausa”, e fossimo in attesa di poter ricominciare e premere “play”.

Come noi e di più, i bambini possono percepire lo stesso spaesamento, come se stessero vivendo un tempo dilatato, impalpabile, difficile da cogliere, nel quale non si fanno esperienze, nel quale non si “vive” realmente.

Eppure quello che stiamo vivendo non è un tempo vuoto, ma un tempo nel quale produciamo comunque pensieri, proviamo emozioni, sperimentiamo attività, facciamo. Stiamo vivendo delle esperienze, che possono essere intense e piene.

Anche se non ci muoviamo non siamo immobili.

Aiutiamo i bambini a comprendere che non si tratta di un tempo vuoto, inutile.

Tenere un diario può aiutare a percepire la pienezza del tempo che scorre. Nel diario il bambino può esprimersi come vuole e come è capace, scrivendo, con dei disegni (o con ritagli, o foto,..), può descrivere i suoi pensieri, le sue emozioni, o semplicemente annotare quello che fa.. Tenere un diario può essere un’attività personale o condivisa all’interno della famiglia, declinata a seconda delle caratteristiche e dell’età del bambino.

Servirà a comprendere meglio la ricchezza delle attività che svolgiamo tutti i giorni senza accorgercene, o la grandezza di una piccola cosa che abbiamo fatto, o la soddisfazione per il compimento di un’attività che diamo sempre per scontata.

Restiamo a casa: 6 Consigli per gestire serenamente i bambini

In questo periodo siamo costretti in casa, chi più chi meno a seconda dell’attività lavorativa. I nostri bambini, non abituati a restare in casa per un tempo così lungo, potrebbero mostrarsi irrequieti, insofferenti, annoiati. Altri bambini poi, che sono effettivamente molto più attivi, impulsivi, irrequieti degli altri (magari con una condizione diagnosticata di disturbo dell’attività e dell’attenzione), possono risultare molto impegnativi, perché tendenzialmente hanno maggiore bisogno di stimoli, di giochi diversi, di attività motoria. Sono maggiormente attivi, frettolosi, bisognosi dell’attenzione e della regolazione dell’adulto nello svolgimento di attività, giochi, compiti.